Ruggero II e la fondazione del Duomo di Cefalù
Un voto fatto durante una tempesta, un re che cambiò la Sicilia e la cattedrale che ancora oggi domina la città: storia e leggenda di una fondazione
Storia, società e cultura controcorrente
Un voto fatto durante una tempesta, un re che cambiò la Sicilia e la cattedrale che ancora oggi domina la città: storia e leggenda di una fondazione
Sulla Rocca, un antichissimo edificio in pietra continua a interrogare studiosi e visitatori: santuario delle acque, luogo di culto, sentinella sul mare
Per oltre due secoli la città visse sotto il segno dell'Islam, tra commerci, agricoltura e un nome nuovo: un'eredità spesso dimenticata
Enormi blocchi di pietra incastrati senza malta raccontano un insediamento antichissimo, molto prima che la città avesse un nome
Dal greco Kephaloidion all'araba Gafludi: il viaggio di un nome che racconta la forma stessa della città
Un viaggio di tremila anni tra mura megalitiche, dominazioni e rinascite, lungo le strade della città che si specchia nel mare
La storia del riscatto di Luca Sarzana e la domanda che consegna al presente
Quattro storie, un solo filo: il tempo che questa città chiede a chi la visita, a chi la ricorda e a chi la abita
Pochi cefaludesi lo sanno, quasi nessun turista se ne accorge. Eppure intorno al centro storico corre ancora oggi un anello di pietre ciclopiche che ha più di duemilacinquecento anni. Era la fortificazione della città greca di Kephaloidion. Una storia che
Tutti pensano a Monreale come al capolavoro arabo-normanno per eccellenza. Pochi sanno che Cefalù lo precede di quarant'anni e che il suo Cristo Pantocratore è il vero modello che tutti gli altri hanno copiato. Una storia che vale la pena raccontare bene.
Lo ricordo seduto in classe. Curioso, serio, umile. Già allora si capiva che avrebbe lasciato il segno. Oggi, a Gratteri, sei elettori su dieci lo hanno scelto come sindaco. Una vittoria che non comincia con la campagna elettorale: comincia molto prima.
Per la prima volta nella storia della Serie A una partita è stata spostata sotto la pressione di una curva. Era la sera del 24 maggio 2026, Torino-Juventus. È un precedente, ed è uno di quelli che cambiano le regole non scritte di uno sport.
Dopo 26 anni i Boscarino chiudono la sala di via Roma per motivi locatizi. L'ultima proiezione è stata "Il diavolo veste Prada 2". Una città perde qualcosa che molti, fino a oggi, hanno scambiato per una semplice attività commerciale.
Negli anni d'oro della Targa Florio le scuderie alloggiavano qui, i piloti cenavano nei nostri ristoranti, le bisarche affollavano le nostre vie. Pochi ricordano che, per due decenni, Cefalù è stata il quartier generale internazionale della corsa più anti
Il film di Siani del 2023, girato in parte anche qui, è stato trasmesso da Rai 1. Abbiamo riconosciuto i nostri scorci, abbiamo sorriso. Ora che la trasmissione è finita, vale la pena chiedersi una cosa che a Cefalù non ci si chiede mai: di tutti i film g
Ci sono anni in cui le ingiustizie arbitrali bastano a fermare l'Inter. E ci sono anni in cui l'Inter è più forte delle ingiustizie. Quando succede, vince. È esattamente quello che è accaduto quest'anno.
Negli altri sport il giocatore può fermare la partita e chiedere al sistema di rivedere. Nel calcio no. È l'unica vera differenza, ed è quella che decide tutto.
Società, giocatori e pubblico hanno smesso di essere i soggetti del calcio. Sono diventati spettatori di una partita giudicata altrove. E il VAR, anziché correggere, ha sigillato lo squilibrio.
Vent'anni dopo è restata la consuetudine di chi, davanti a una decisione che non gli piace, evoca "il marcio del calcio". Senza prove, senza nomi, senza argomenti. Una pigrizia che fa più danni dell'inchiesta.
In Italia il calcio è diventato un genere televisivo. I giocatori non sono spariti: sono stati sostituiti da atleti che imitano il calcio descritto dagli studi.
La legge sull'elezione diretta dei sindaci esiste ancora. Solo che le hanno tolto la cosa più importante: la candidatura. Cioè il momento in cui i cittadini scelgono davvero.
Il VAR doveva rendere gli errori impossibili. Eppure il sistema scricchiola di nuovo. Forse perché non è mai stato un problema di tecnologia.
Maggio 2006, maggio 2026. Il pallone italiano torna a interrogarsi, e una verità lentamente emerge: non tutti quelli che furono accusati erano colpevoli, e qualcuno — controvento — ha continuato a fare il proprio mestiere con dignità
L'intelligenza artificiale non sostituisce la scuola: rivela quanto l'abbiamo già svuotata
Dieci anni di turisti in più e residenti in meno. Quando più gente non significa sviluppo.
Non è il riconoscimento che fa una città, è il modo in cui essa attraversa l'incomprensione. Cefalù, prima di diventare la cittadina dell'anima raccontata da Vincenzo Consolo, era stata rac…
C'è un vecchio principio, nei manuali dei truffatori più abili, che vale la pena ricordare: il furto migliore non è quello che resta nascosto, è quello che la vittima stessa finisce per giu…
C'è una notizia arrivata da New York che merita di essere letta con attenzione, soprattutto da chi vive nel Sud d'Italia. Il 23 aprile, durante il Gala annuale del NIAF, la National Italian…
Non è una semplice curiosità letteraria, è una traccia che attraversa il tempo: il romanzo Cefalù 1947 esiste davvero, ed è il segno di quanto il nome di una città possa vivere anche lontan…
Non è una semplice camminata, è una chiave di accesso alla coscienza di un luogo: la passeggiata più importante di Cefalù è quella immaginata da Leonardo Sciascia, capace di trasformare poc…
Non è un romanzo ambientato in una città, è una città che prende coscienza di sé attraverso un romanzo. Il libro che ha dato un’anima a Cefalù nasce nel 1976, quando Vincenzo Consolo pubbli…
Non è il maltempo che crea emergenze, è il territorio fragile che abbiamo smesso di custodire. Basta osservare con attenzione quello che accade sempre più spesso per accorgersi che non siam…
Non è l’opposizione che cresce, è il potere che si trasforma: questa è la chiave per comprendere il caso di Péter Magyar. La sua vittoria non racconta semplicemente l’ascesa di un nuovo pro…
C’è un cambiamento che non fa rumore. Non è una crisi improvvisa, è una trasformazione lenta e profonda. Il futuro demografico Cefalù non si annuncia con segnali evidenti, ma prende forma n…
Non è la città che cresce, è la città che si disperde. Cefalù in un disegno del 1826 mostra una verità semplice e insieme difficile da accettare: la crescita non coincide sempre con lo svil…
Non è distrazione, è una fragilità collettiva: i pedoni uccisi in Italia 2026 raccontano il nostro tempo. Non è soltanto una questione di errori individuali, è il riflesso di un equilibrio …
Non è una città che accoglie, è una città che si offre. A Cefalù i dati sul turismo 2005 2024 raccontano una trasformazione che non riguarda solo i numeri, ma il senso stesso dell’ospitalit…
Nel segno della Risurrezione, che non è solo memoria di un evento lontano, ma possibilità concreta di rinascita, di ripartenza, di cambiamento vero. Non è un augurio formale, è un invito pr…
Non è la pioggia che ha fermato Cefalù, è cambiato il modo di aspettare. Non è il cielo chiuso, è il tempo interiore di una comunità che oggi si muove diversamente dentro l’imprevisto. Il V…
Dio si inginocchia non è un’immagine simbolica, è una rivelazione che ribalta il modo in cui l’uomo ha imparato a guardare sé stesso: non è la forza che definisce la grandezza, è la capacit…